lunedì 24 dicembre 2007

remembers

ho visto un programma sull'arrivo dei supermercati in Italia (della serie importiamo anche qui l'"american way of life").

Mi ha fatto ricordare quando ha aperto qui vicino l'ipermarcato Carrefour (poi diventato Euromercato e poi di nuovo Carrefour).
Erano i primi anni '70 e fu un grande evento.
Noi ragazzini ci andavamo quasi tutti i giorni per rimirare questa meraviglia.
Ma il fatto più sensazionale avvenne dopo un anno, al primo anniversario, quando, per la prima volta, fece la sua comparsa il sistema 3x2, 3 pezzi al prezzo di 2, in pratica ti faccio uno sconto del 33% ma tu me ne paghi 2.

Si videro scene turche, donne che si accapigliavano, inservienti che uscivano dal magazzino coi bancali di olio Olita letteralmente assaliti dai clienti.

Alla fine dovettero intervenire in forze i carabinieri per riportare un po' d'ordine.

In questa follia collettiva, i marpioni di Carrefour riuscirono a vendere cose incredibili, come il "famoso" Turchetto, una specie di brandy inverosimile che non meritava nemmeno l'etichetta brandy.

Ancora oggi, sono sicuro, in molte cantine dei dintorni ci saranno ancora almeno una o due bottiglie di turchetto (che per berlo ci voleva un certo coraggio), a perenne ricordo di quell'evento.

lunedì 17 dicembre 2007

Consumatori

A proposito di petizioni, vorrei segnalare il sito www.generazioneattiva.it che si occupa di consumatori e tra l'altro, è aggiornato sulle petizioni interessanti l'Italia.

Siamo tutti consumatori, la classe emergente del 3° millennio, poco importa se nello scorso millennio eri imprenditore (una volta si diceva padrone), lavoratore, produttore , commerciante, artigiano, fancazzista o quant'altro, oggi siamo tutti consumatori, carne da macello per i creatori di pubblicità.

Generazione Attiva
(Scarica il bottone dal sito www.generazioneattiva.it o dal sito
astalalista free gadgets)

Perciò ben vengano questi siti che si occupano di noi.

Utili le News Consumatori ed il servizio Segnala pubblicità ingannevole dove crocifiggere chi cerca di abusare dei poveri consumatori.

crocifiggere è un termine un po' brutale ma appropriato, anche se siamo a Natale e non a Pasqua.

A proposito di consumatori non si può dimenticare il Blog di Beppe Grillo, ormai diventato bestia nera dei politici italiani, che ha collezionato negli ultimi tempi, dopo il V-Day (vaffanculoday) le peggiori accuse possibili ed immaginabili (di essere qualunquista, di usare il proprio sito come merchandising per fare soldi, di essere taccagno (da buon genovese) eccetera.

Iscriviti al Vaffanculo Dayhttp://www.beppegrillo.it/vaffanculoday/index.php?id=vday
(Scarica il bottone dal link qui sopra o dal sito
astalalista free gadgets)

Di sicuro abbiamo dovuto aspettare Beppe Grillo, e non qualche politico, per sentire un intervento calzante all'assemblea degli azionisti di Telecom.

In ogni caso il suo Blog è uno sei più visti al mondo, ci sarà un motivo.

Petizioni

Ci sono su Internet molte petizioni interessanti, alle quali si può aderire senza grande sforzo, seplicemente aderendo on-line.

Sul sito www.petitiononline.com puoi firmarle oppure, se vuoi, puoi anche creare una nuova petizione.

Ovviamente, se il tuo interesse è per una petizione per far smettere di abbaiare il cane dei vicini, fai prima a fare il giro dei vicini (ma dovresti anche, per correttezza, impegnarti ad insegnare a leggere al cane), se invece si tratta si un interesse maggiormente condiviso, puoi creare la tua propria petizione.

Recentemente ho aderito alla petizione sulla "Liberalizzazione nel campo del Software per Personal Computer" al Parlamento e Governo della Repubblica Italiana

In pratica, se acquisto un computer perchè sono obbligato ad ingrassare Microsoft acquistando anche una licenza Windows?




Basta all'obbligo di acquisto delle licenze d'uso del software con il personal computer! I cittadini italiani vogliono poter scegliere.
(esempio: se desiderano installare GNU-Linux sui loro personal computer da tavolo o portatili non vogliono dover pagare la licenza di Vista!)

Occorre una legge che contenga le seguenti norme:

1) Nella vendita di personal computer il prezzo dell'hardware deve essere riportato con voce distinta rispetto al prezzo della licenza d'uso del software eventualmente in dotazione.

2) E' consentito all'utente di rinunciare all'acquisto della licenza per il software e pagare solamente il prezzo dell'hardware.

3) Il prezzo indicato per la licenza d'uso del software deve essere realistico.

Il testo completo della proposta, cosi' come le motivazioni e le previsioni degli effetti sono pubblicati in: http://www.nonsiamopirati.org/4bersani.html

Vedi il manifesto http://www.nonsiamopirati.org/manifesto.html a cura dell'"Intellectual Liberation Front - Fronte di Liberazione Intellettuale".





Ho inoltre firmato la "Petizione Europea per liberalizzare l'uso del WI-MAX" al Ministero delle Comunicazioni

Petizione da firmare adesso (se vuoi) perchè proprio adesso sta per iniziare in Italia l'introduzione del WI-MAX

sottoscrivi la Petizione

A proposito di Windows

Le versioni di Windows si succedono ma, nonostante il DVD dell'ultima versione, almeno una cosa continua a mancare, una shell più comoda del file manager.

Sarà questione di gusti, ma personalmente trovo molto scomodo questo file manager che apre finestre a cascata e preferisco un software che dia due finestre affiancate, come il vecchio Norton Commander del Dos, molto più comodo da navigare.

Chissà perchè a Microsoft da questo orecchio non ci sentono.

Il miglior programma di questo genere è senz'altro Windows Commander che adesso si chiama Total Commander ed è reperibile all'indirizzo http://www.ghisler.com/.

Il programma è shareware ma la registrazione costa solo 21 Euro, che senz'altro sono spesi bene.

In ogni caso è uno shareware che non ha limiti di tempo e perciò può essere usato indefinitivamente, con uno "SPLASH SCREEN" iniziale.

La sua diffusione ha reso disponibile molti Plug-in che consentono di fare più o meno di tutto, escluso il caffè e poche altre cose.

Puoi trovare questi Plug-ins all'indirizzo http://www.ghisler.com/addons.htm oppure all'all'indirizzo http://www.totalcmd.net/.

Se non voui spendere nulla puoi comunque provare Pablo Commander oppure mucommander, rilasciato sotto licenza GNU General Public License.

Se preferisci un'interfaccia tipo DOS, puoi usare Far Manager, ora rilasciato sotto licenza Open Source (revised BSD license), scritto da Eugene Roshal, autore del famoso compressore RAR.

domenica 16 dicembre 2007

Ei Fu

Qualche mese fa il mio vecchio PC è passato a miglior vita.

In realtà non era poi così vecchio, aveva solo 3 anni e mi sembrava ancora un ragazzino.

Purtroppo se uno muore oggi l'età che aveva ieri non conta più. E' morto a soli 3 anni, ma è morto.

Ora aspetta di finire in discarica oppure, se avrà fortuna, in mano a quelli che riciclano i vecchi computer per darli a quei gruppi e Associazioni che non possono permettersene uno nuovo, o che comunque è meglio che usino i loro soldi per scopi diversi dall'acquisto di un nuovo PC.

Pensare ai soldi mi ha fatto ricordare che quando ho comperato il mio primo PC IBM compatibile (Amstrad), nel 1980 o 1981, mi era costato la bellezza di 1.500.000 lire (unmilionecinquecentomila lire), cioè più del doppio del costo del mio nuovo PC (Packard Bell a basso costo).

Se poi si dovesse attualizzare ad oggi il valore dei soldi del 1980 si arriverebbe a concludere che un PC moderno costa il 20 o il 30% di uno preistorico.

D'altra parte il mio primo telefonino è costato più di 500.000 lire (cinquecentomila lire) mentre oggi costa meno di 50 euro.

Ma lasciamo stare i soldi.

La questione opiù interessante che mi torna alla memoria è che il mio vecchio Amstrad
aveva due lettori di dischetti (floppy disk) e niente disco fisso (Hard-disk) (la versione con Hard-disk da 10 Mb costava quasi 3.000.000 e non me la potevo permettere)

I dichetti erano quelli di cartone da 5.25", se non ricordo male avevano una capacità di 160 0 180 Kb, se aprivi una finestrella con la forbice su un lato li potevi usare anche sull'altra faccia e raddoppiare la capacità.

In ogni caso in due dischetti ci stava il DOS, e uno dei due dischetti c'era la documentazione e qualche add-on.

Di lì a non molto sono stati inventati i dischetti da 3.5" da 720 Kb (padri di quelli da 1440 Kb recentemente pensionati) e così ha potuto vedere la luce Windows 3.0, che occupava la bellezza di 5 dischetti compresi i progranmmi opzionali, per un totale di meno di 4 Mb.

Oggi come oggi Windows Vista sta su un DVD da quasi 5 Gb, e tutto sommato, da neo-utente, mi sembra una chiavica.

Può darsi che in futuro mi convinca del contrario.

Mi piacerebbe, se esistessero dei driver aggiornati, installare Windows 3.2 e vedere, per una volta, il computer decollare.

Ma resterà un sogno.

Si, lo so, forse non avrei la possibilità di vedere i file multimediali, MediaPlayer, QuickTime e compagnia bella non erano ancora stati inventati, ma un sogno non si discute, resta un sogno.

pcworld.com (versione inglese) stronca Windows Vista e dice “No Wow, No How: Windows Vista“

A proposito di Web 2.0

Ecco come viene definito da Tim O’Reilly in "What is Web 2.0", da Paul Graham in "Web 2.0" e da Jason Fried in "User Survey":
  1. La saggezza degli utenti: con questa definizione pensiamo direttamente al funzionamento di Digg.com, in cui il successo di un articolo è deciso dagli utenti che lo votano. La gente parla della forza dell’"Effetto della rete". I risultati di Google funzionano in base a questa definizione. E’ il numero di link al sito che ne decide l’importanza.
  2. Applicazioni web condivise: se applichiamo questa definizione, allora solo alcuni siti verrebbero classificati come Web 2.0: Basecamp, Writely e 30Boxes. Ma se pensiamo a Google e a Digg come applicazioni, allora molti altri siti rientrerebbero nella categoria.
  3. Il web inteso come piattaforma: definizione abbastanza vaga. Avete ragione. Secondo Tim O’Really, che ha coniato questo concetto, significa mettere a disposizione un servizio che non potrebbe vivere senza il web. In quest’ottica, allora pensiamo a eBay, Craiglist, Wikipedia, del.icio.us, Skype e Dodgeball. Penso che ogni community possa rientrare in questa definizione.
  4. Partecipazione degli utenti: Questo è il punto fondamentale che divide i vecchi siti dai nuovi servizi web come YouTube, Flickr e OhMyNews dove gli utenti sono anche gli autori. L’espressione "read/write web" illustra chiaramente l’idea che vogliamo trasmettere.
  5. Pieno coinvolgimento dell’utente: I siti Web 2.0 usano CSS, AJAX, e altre tecnologie che aumentano l’usabilità e creano pagine dinamiche che sono i grado di mostrare più informazioni nello stesso spazio.
  6. Neologismo per Marketing: questo è almeno quello che gli scettici dicono. Così Google search, Amazon ed eBay, che fanno parte del Web 2.0 per una o più delle loro caratteristiche, sono solo una sorta di moderna moda passeggera destinata a sparire. Questa definizione è parzialmente vera, anche se, secondo me, il Web 2.0 è molto di più.
  7. L’importanza dei dati: La gestione dei dati è una competenza insita nelle aziende che trattano il Web 2.0. "L’SQL è il nuovo HTML", è un’altra definizione che segue la stessa filosofia. Tutto il Web 2.0, dalle grandi aziende come Amazon e Google per arrivare alle piccole startup come 30boxes e Orchestrate, operano principalmente con database e praticamente non fanno altro che mostrare viste personalizzate.
  8. Beta per sempre: Le applicazioni Web 2.0 sono continuamente rilasciate, riscritte e rivisitate su basi in continuo sviluppo. La maggior parte delle applicazioni di Google, per esempio, sono ancora in beta. Ancora, Flickr si rumoreggia sia modificato ogni 30 minuti. MySpace e altre reti sociali aggiungono nuove caratteristiche ogni quindici giorni. Questa è comunque diventata una caratteristica anche delle applicazioni standalone, basti pensare a Windows e MacOs che rilasciano fix e patch in continuazione.
  9. Usare il web come è stato ideato: Paul Graham riferisce di un incremento nell’usabilità che è stata raggiunta attraverso un buon design, grazie a tecnologie come AJAX e anche perchè è stato permesso agli utenti di organizzare le loro informazioni liberamente (si veda Flickr e del.icio.us).
  10. Nulla: Molti asseriscono che il Web 2.0 non esiste. Personalmente trovo difficile condividere questa risposta. Semplicemente perchè se da un lato è difficile trovare una definizione chiara, dall’altro è anche innegabile una lenta rivoluzione nei nuovi siti. E’ come voler descrivere il mondo con il solo bianco e nero. Esistono le gradazioni e le tonalità che dipingono meglio gli oggetti e la realtà. La stessa cosa credo si possa dire delle nuove applicazioni. Inoltre il Web 2.0 è ancora una espressione giovane. Ci rendiamo conto di cosa sia, ma non riusciamo ancora a definirne i contorni.

(tratto da twopointtouch.com)

Cambiamenti rilevanti su Internet

In 4 anni sono cambiate molte cose su Internet. Dopo un mese di navigazione/passeggiate (surfing? surfate? surfaround?)

certo che l'inglese sul Web è una lingua pervasiva, ma purtroppo homepage suona meglio di pagina principale così come startup è più sbrigativo ed elegante di esecuzione automatica


Dicevo, dopo un mese di navigazione mi pare che le novità più rilevanti siano Google, Wikipedia/Wikimedia e l'Open Source oltre alla nebulosa indefinita che passa sotto il nome di Web 2.0

  • wikipedia, punta di diamante del progetto wikimedia, che fa diventare carta straccia buona parte delle pagine informative dei siti internet (compresi i molti che ho creato in passato e che ritrovo ora "da buttare" o comunque da ristrutturare completamente) trae la sua forza dal fatto di essere un progetto aperto alla collaborazione di chiunque.

  • l'Open Source che trovo in gran fermento, anch'esso basato sulla libera disponibilità dei codici sorgenti e quindi aperto al contributo di chiunque.
    Ma non per questo il web degli straccioni, vista anche l'adesione di colossi dell'informatica come IBM e SUN.
    Dal lato sistemi operativi va molto bene Linux, dal lato programmi si trova un po' di tutto, a partire da OpenOffice, credo che, a questo punto, manchi solo un sostituto valido di Autocad

  • Google invece mi sembra che stia diventando una specie di ragnatela onnipresente che al "tradizionale" motore di ricerca e alla pubblicità in ogni dove sta affiancando una serie di servizi e utilità varie, anche piuttosto performanti per l'utente/navigatore, come la home page del browser (igoogle) rapidamente personalizzabile (anche per il neofita inesperto di internet e di html), con i gadget più diversi, dai giochini all'informazione e ai motori di ricerca.

    (E adesso cosa me ne faccio del mio sito/collezione di motori di ricerca, che mi è costato tanta fatica?)

    Anche questi gadget, in ogni caso, sono creati da chiunque lo desideri e rilasciati sotto licenze di tipo Open Source

  • Per quanto riguarda il
  • Web 2.0 va detto che è una definizione di qualcosa che ancora non esiste, basta guardare sul sito del consorzio W3C http://www.w3.org/ che è un po' la bibbia delle specifiche per il web per vedere che non esiste non dico una specifica, ma nemmeno una bozza di specifica o un draft.

    Di fatto diciamo che, per adesso, si intende come tendenza verso il Web 2.0 tutto quello che porta verso una maggiore capacità/possibilità di interazione fra l'utente/navigatore ed i siti che visita, come avviene ora nei Blog con la possibilità per i visitatori di inserire commenti oppure, come in Wikipedia e nei siti di tipo Wiki, di modificare o creare pagine.

    Tutto questo rientra nel concetto che si sta affermando e definendo come Social Media e che comprende anche i siti di Social Bookmarking, cioè di condivisione dei Bookmark (o Segnalibri in italiano).


  • In pratica succede che chiunque abbia uno straccio di proposta di tipo commerciale cerca, se può, di definire il proprio software o il proprio sito o quant'altro come Web 2.0, in modo da affermare la propria "modernità" o avanzamento tecnologico.

    Personalmente preferisco non parlare di Web 2.0 finchè non vedrò almeno un "draft" su W3C.